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γνῶθι σεαυτόν ("conosci te stesso")

  • Immagine del redattore: Miriona Guri
    Miriona Guri
  • 1 apr 2021
  • Tempo di lettura: 1 min

➡️Nel suo significato originario, vale a dire quello attribuitogli dagli antichi greci, l’iscrizione celava in sè un monito: conosci te stesso per comprendere quale abisso ti separa dagli dei, ovvero, sii consapevole dei limiti delle tue possibilità.


➡️La consapevolezza dei propri limiti infatti, è traducibile come un modo per arrivare a scoprire cosa è meglio per sè, cosa ci è proprio, riuscendo così a tendere verso ciò che ci rende felici. Non solo, arrivare alla scoperta di cosa è “BENE” per se stessi, diventa un modo per svincolarsi dai giudizi altrui, vivendo in base a ciò che per ciascuno rappresenta la propria essenza più profonda. Di quel “conosci te stesso”, Socrate fece un “conosci la tua psiche”, parola che in greco è traducibile anche con “anima”. E che cos’è un uomo se non la propria anima?


➡️Il più delle volte la nostra mente utilizza delle difese, non a caso dette “inconsce”, che hanno lo scopo di proteggere l’immagine che abbiamo di noi o di mitigare i nostri sensi di colpa quando ci troviamo ad agire in modi che noi stessi non riteniamo "corretti", pur non potendo fare altrimenti. Conoscersi a fondo significa anche riuscire ad affrontare questi problemi.


➡️Questi autoinganni costituiscono un grave ostacolo alla cura di noi stessi, impedendoci di fatto di raggiungere quella verità che ci riguarda e che è un passaggio imprescindibile per raggiungere quella virtù e quella serenità a cui vogliamo arrivare attraverso la conoscenza di noi stessi. 


❗Per sapere chi siamo dobbiamo quindi ACCETTARCI, con le nostre debolezze e le nostre paure.


-Miriona Guri-



 
 
 

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